Romanzi

Alessandro Manzoni, “I promessi sposi” (1827)

I promessi sposi
Alessandro Manzoni

Immortale

Non faccio parte di quelli che dicono di avere subito lo studio scolastico del romanzo con la R maiuscola.

Mi è sempre piaciuto tanto, e più di tutto ne apprezzo l’ambientazione storica. Non poteva essere altrimenti visto che, come diceva il mio prof al liceo, il vero protagonista è il Seicento.

Durante il lockdown ho deciso di rileggerlo tutto ancora una volta, non solo i capitoli IX-X dove lascio di solito il segnalibro.
Inoltre, per aumentare il piacere, ho fatto una sorta di staffetta con lo sceneggiato televisivo; dopo qualche capitolo letto rivedevo su RaiPlay le puntate corrispondenti con la regia di Bolchi (Sandro Bolchi 1967, non Salvatore Nocita 1989!)

LA FRASE

Fu dunque fatta la sua volontà; e, condotta pomposamente al monastero, vestì l’abito. Dopo dodici mesi di noviziato, pieni di pentimenti e di ripentimenti, si trovò al momento della professione, al momento cioè in cui conveniva, o dire un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai, o ripetere un sì tante volte detto; lo ripetè, e fu monaca per sempre. (Capitolo X)


A chi volesse provare, mettendo da parte eventuali sgradevoli reminiscenze scolastiche, consiglio di cominciare la lettura almeno dalla parte che io ritengo forse la meno conosciuta: quella successiva alla fuga di Renzo da Milano nel tentativo di trasferirsi nel Bergamasco, all’incirca dal capitolo XVI in poi.


Ottimo lo studio che ne ha fatto Alberto Angela e trasmesso da RaiPlay in una puntata del programma “Ulisse: il piacere della scoperta”.
Lo trovate a questo link: “Viaggio nel mondo dei Promessi Sposi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *