• Romanzi

    Andrea Vitali, “Un uomo in mutande” (2020)

    Un uomo in mutande
    Andrea Vitali

    Per chi ha voglia di sorridere

    Sto volentieri in compagnia del maresciallo Ernesto Maccadò, del suo acume e della sua pacatezza. Apprezzo la riservatezza con cui conduce le indagini a Bellano e la tenerezza verso la sua amata consorte.

    Dal punto di vista narrativo, mi piace la tecnica che usa spesso l’autore: iniziare un capitolo riprendendo una frase o una situazione dalla conclusione del precedente.

    Ogni tanto leggo un libro di Andrea Vitali perché per me è come una boccata d’aria fresca.

  • Romanzi

    Ferzan Ozpetek, “Come un respiro” (2020)

    Come un respiro
    Ferzan Ozpetek

    E’ come vedere un film… è meglio che vedere un film!

    A volte, in certe relazioni umane, non si riesce a esprimere all’altro tutto ciò che si vorrebbe, così si finisce per allontanarsi da lui perché anche solo tentare un riavvicinamento per un confronto rischia di diventare doloroso.
    Le lettere che Elsa conserva da anni in borsa ma che nessuno ha mai letto ne sono la prova.

    La vita ci sorprende sempre, è quello che devono avere pensato Sergio e Giovanna quando hanno accolto in casa una sconosciuta che all’improvviso si mette a raccontare a loro la sua storia.
    Essi non ne fanno parte tuttavia ne sono presi, forse perché a volte, aldilà dei fatti di cui veniamo a conoscenza, riconosciamo nelle parole dell’altro una affinità che ci rende ugualmente coinvolti e partecipi.
    Non è forse quello che ci succede quando leggiamo un libro che ci “resta dentro”?

    Molto bella l’ambientazione a Istanbul.

    Ferzan Ozpetek è indubbiamente uno dei miei registi preferiti (non sono poi molti) e, visto che non avevo ancora letto nessuna sua produzione letteraria, ho voluto provare con questo romanzo.
    Non sono rimasta delusa.

  • Romanzi

    Viola Ardone, “Il treno dei bambini” (2019)

    Il treno dei bambini
    Viola Ardone

    Consigliatissimo!

    Questa storia mi ha fatto conoscere un fenomeno sociale di cui non sapevo l’esistenza: l’affidamento a famiglie del nord Italia di bambini provenienti dalle regioni italiane più indigenti durante il dopoguerra, in un periodo storico in cui cambiare regione poteva sembrare quello che oggi significa andare a vivere in un’altra nazione o continente.

    Tutto viene visto con gli occhi di Amerigo, un bambino appunto, e percepito attraverso la sua sensibilità.
    Le sue insicurezze, paure, diffidenze, si scontreranno con realtà molto differenti da quella di provenienza.
    Gli verranno offerte importanti occasioni di riscatto, anche se lui dovrà inevitabilmente fare i conti con la nostalgia del suo ambiente di origine e dei suoi affetti più cari.

    Graditissimo regalo di compleanno, questo libro mi è piaciuto particolarmente.
    Le vicende e il fenomeno sociale che vi vengono raccontati ne fanno secondo me un libro commovente ma non patetico.