• Romanzi

    Kent Haruf, “Crepuscolo” (2004)

    Crepuscolo
    Kent Haruf

    Straordinaria normalità

    Fin dalle prime pagine prendono il via le storie di personaggi differenti, apparentemente slegate le une alle altre, ma accomunate dalla stessa ambientazione: la cittadina immaginaria di Holt in Colorado.

    Con il consueto ritmo lento e cadenzato dei suoi romanzi, Haruf avvicina ai personaggi il lettore quasi prendendolo per mano, per mostrargli la loro campagna, le loro strade, le loro case; per fargli assistere ai loro drammi, così come alle gioie, ai dolori, alle speranze.

    Le vicende di queste esistenze si dipanano con levità e naturalezza, e le descrizioni sono così puntuali da consentire a chi legge quasi di vedere con i propri occhi luoghi e situazioni, e di provare intima comprensione per ciò che i personaggi stessi provano.

    Pagina dopo pagina, si racconta la “vita”, con quella sua strana caratteristica che talvolta ci fa credere che niente stia accadendo, mentre in realtà sta accadendo tutto.

    LA FRASE

     

    [Raymond stava piangendo e Guthrie, che lo guardava,] “stava cercando di trovare le parole che potessero servire a qualcosa, ma nelle lingue che conosceva non ce n’erano di adeguate al momento o capaci di cambiare minimamente la situazione”.