GLI OCCHI DEL GATTO
Vi sarà capitato qualche volta di scorgere gli occhi del gatto splendere nel
buio quasi completo della notte, o di una cantina.
Come mai accade questo?
Gli occhi del gatto sono forse in grado di produrre luce, come fanno le
5 lucciole?
Per molto tempo lo si è creduto, finché si è scoperto che non è così. Se fosse
così, infatti, gli occhi del gatto risplenderebbero anche nel buio più completo.
Invece questo fenomeno si verifica solo quando il buio non è completo, e
quando siamo noi che, con una pila in mano, o con i fari della nostra automobile,
10 illuminiamo un gatto che ci sta fissando. I due occhi del gatto agiscono allora
come degli specchi, ci rimandano una parte della luce che ricevono.
Ma che cosa, in quegli occhi, serve da specchio? E quale utilità ne può
derivare al gatto? Deve essere un’utilità notevole, che controbilancia lo
svantaggio di venire scoperto dai suoi nemici.
15 L’utilità consiste in questo: la luce che penetra nel suo occhio stimola la rete
di terminazioni nervose che ne tappezza il fondo, e cioè la «retina», proprio
come accade nei nostri stessi occhi. Una parte della luce però passa oltre la
«retina», e andrebbe dunque perduta, se nell’occhio del gatto… Che c’è in più,
nell’occhio del gatto?
20 Ecco, dietro la retina vi è uno strato riflettente, vi è cioè una specie di
specchio che riflette i raggi, costringendoli a riattraversare di nuovo la retina che
riceve così una stimolazione doppia. È questa una delle ragioni per cui il gatto
riesce a vedere anche di notte, quando la luce è molto scarsa. Anche se la luce è
assai poca, egli riesce a utilizzarla due volte!
25 Quando lo illuminiamo con una lampadina che teniamo in mano, i suoi occhi
rimandano verso di noi molta della luce che ricevono, ed è per questo che ci
appaiono come luminosi.
Quanto abbiamo ora veduto ci permette anche di capire perché nel medioevo
fosse diffusa la credenza che i gatti incontrati di notte per le strade fossero la
30 personificazione del diavolo.
Nel medioevo le strade, di notte, non erano illuminate, e le persone che
giravano al buio dovevano portarsi appresso una lanterna. Gli occhi dei gatti che
incontravano riflettevano la luce giallastra della lanterna, e questo richiamava
subito alla mente dei viandanti notturni gli «occhi infuocati» che la fantasia
35 popolare attribuiva appunto al diavolo.
(G. Petter, in Racconti, a c. di G. Petter e B. Grau, Firenze, Giunti Marzocco, 1983, pp. 182-183)