PROVA INVALSI DI ITALIANO (Parte prima)
Scuola Secondaria di I grado ~ Classe Prima

Il Sito di Laura Properzi
http://www.lauraproperzi.it

Questionario a scelta multipla
Scegli la risposta esatta per ciascuna domanda

GLI OCCHI DEL GATTO

Vi sarà capitato qualche volta di scorgere gli occhi del gatto splendere nel
buio quasi completo della notte, o di una cantina.
Come mai accade questo?
Gli occhi del gatto sono forse in grado di produrre luce, come fanno le
5 lucciole?
Per molto tempo lo si è creduto, finché si è scoperto che non è così. Se fosse
così, infatti, gli occhi del gatto risplenderebbero anche nel buio più completo.
Invece questo fenomeno si verifica solo quando il buio non è completo, e
quando siamo noi che, con una pila in mano, o con i fari della nostra automobile,
10 illuminiamo un gatto che ci sta fissando. I due occhi del gatto agiscono allora
come degli specchi, ci rimandano una parte della luce che ricevono.
Ma che cosa, in quegli occhi, serve da specchio? E quale utilità ne può
derivare al gatto? Deve essere un’utilità notevole, che controbilancia lo
svantaggio di venire scoperto dai suoi nemici.
15 L’utilità consiste in questo: la luce che penetra nel suo occhio stimola la rete
di terminazioni nervose che ne tappezza il fondo, e cioè la «retina», proprio
come accade nei nostri stessi occhi. Una parte della luce però passa oltre la
«retina», e andrebbe dunque perduta, se nell’occhio del gatto… Che c’è in più,
nell’occhio del gatto?
20 Ecco, dietro la retina vi è uno strato riflettente, vi è cioè una specie di
specchio che riflette i raggi, costringendoli a riattraversare di nuovo la retina che
riceve così una stimolazione doppia. È questa una delle ragioni per cui il gatto
riesce a vedere anche di notte, quando la luce è molto scarsa. Anche se la luce è
assai poca, egli riesce a utilizzarla due volte!
25 Quando lo illuminiamo con una lampadina che teniamo in mano, i suoi occhi
rimandano verso di noi molta della luce che ricevono, ed è per questo che ci
appaiono come luminosi.
Quanto abbiamo ora veduto ci permette anche di capire perché nel medioevo
fosse diffusa la credenza che i gatti incontrati di notte per le strade fossero la
30 personificazione del diavolo.
Nel medioevo le strade, di notte, non erano illuminate, e le persone che
giravano al buio dovevano portarsi appresso una lanterna. Gli occhi dei gatti che
incontravano riflettevano la luce giallastra della lanterna, e questo richiamava
subito alla mente dei viandanti notturni gli «occhi infuocati» che la fantasia
35 popolare attribuiva appunto al diavolo.

(G. Petter, in Racconti, a c. di G. Petter e B. Grau, Firenze, Giunti Marzocco, 1983, pp. 182-183)