Prova di italiano - Classe seconda
Scuola Primaria

Anno scolastico 2004/2005

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IL CAMPANELLO DEI LADRI

Il signor Guglielmo abita nei boschi e ha molta paura dei ladri. Il signor Guglielmo non è ricco, ma i ladri come fanno a saperlo? Pensa e ripensa, il signor Guglielmo ha deciso di scrivere questo cartello e di metterlo sulla porta: «Si pregano i ladri di suonare il campanello. Essi saranno lasciati entrare liberamente e potranno vedere con i loro occhi che qui non c’è proprio niente da rubare. (Di notte suonate a lungo, perché ho il sonno molto duro.) Firmato: il signor Guglielmo».
Una notte si sente il campanello suonare. Il signor Guglielmo corre a vedere chi è.
«Siamo i ladri!» – sente gridare.
«Vengo subito!» – dice il signor Guglielmo.
Corre ad aprire la porta, i ladri entrano con la barba finta e la maschera sugli occhi. Il signor Guglielmo fa loro visitare tutta la casa e i ladri possono vedere che non c’è niente da rubare, neanche un gioiellino grosso come un grano di riso.
Brontolano un po’ e poi se ne vanno.
«Benedetto quel cartello!» pensa il signor Guglielmo. Adesso i ladri vengono spesso a trovarlo. Ce ne sono di tutte le qualità, alti e piccoli, magri e grassi. Quando vede che i ladri sono poveri, il signor Guglielmo regala loro qualche cosa: un pezzo di sapone, una lametta per fare la barba, un po’ di pane e formaggio.
I ladri sono sempre gentili con lui e prima di andarsene gli fanno un inchino.

(da: G. Rodari, Prime fiabe e filastrocche, Torino, Einaudi ragazzi, 1993)