Bianca Pitzorno, “Ascolta il mio cuore” (1991)

Ascolta il mio cuore
Bianca Pitzorno

Chi l’ha detto che un libro per ragazzi non può piacere tanto anche agli adulti?

Le avventure scolastiche di Elisa, Prisca e Rosalba, compagne di scuola e amiche, divertono ed emozionano, a maggior ragione quando si scontrano con le angherie della terribile maestra Arpia Sferza, il cui nome è tutto un programma.
Auguro a tutti di non incontrare mai un’insegnante come lei, nel proprio percorso scolastico.

Considero un valore aggiunto l’ambientazione delle vicende nella scuola degli anni Cinquanta.

Ho letto questo libro tanti anni fa e ancora ne ho un ricordo molto piacevole; probabilmente lo rileggerò.

Andrea Vitali, “Un uomo in mutande” (2020)

Un uomo in mutande
Andrea Vitali

Per chi ha voglia di sorridere

Sto volentieri in compagnia del maresciallo Ernesto Maccadò, del suo acume e della sua pacatezza. Apprezzo la riservatezza con cui conduce le indagini a Bellano e la tenerezza verso la sua amata consorte.

Dal punto di vista narrativo, mi piace la tecnica che usa spesso l’autore: iniziare un capitolo riprendendo una frase o una situazione dalla conclusione del precedente.

Ogni tanto leggo un libro di Andrea Vitali perché per me è come una boccata d’aria fresca.

Ferzan Ozpetek, “Come un respiro” (2020)

Come un respiro
Ferzan Ozpetek

E’ come vedere un film… è meglio che vedere un film!

A volte, in certe relazioni umane, non si riesce a esprimere all’altro tutto ciò che si vorrebbe, così si finisce per allontanarsi da lui perché anche solo tentare un riavvicinamento per un confronto rischia di diventare doloroso.
Le lettere che Elsa conserva da anni in borsa ma che nessuno ha mai letto ne sono la prova.

La vita ci sorprende sempre, è quello che devono avere pensato Sergio e Giovanna quando hanno accolto in casa una sconosciuta che all’improvviso si mette a raccontare a loro la sua storia.
Essi non ne fanno parte tuttavia ne sono presi, forse perché a volte, aldilà dei fatti di cui veniamo a conoscenza, riconosciamo nelle parole dell’altro una affinità che ci rende ugualmente coinvolti e partecipi.
Non è forse quello che ci succede quando leggiamo un libro che ci “resta dentro”?

Molto bella l’ambientazione a Istanbul.

Ferzan Ozpetek è indubbiamente uno dei miei registi preferiti (non sono poi molti) e, visto che non avevo ancora letto nessuna sua produzione letteraria, ho voluto provare con questo romanzo.
Non sono rimasta delusa.

Viola Ardone, “Il treno dei bambini” (2019)

Il treno dei bambini
Viola Ardone

Consigliatissimo!

Questa storia mi ha fatto conoscere un fenomeno sociale di cui non sapevo l’esistenza: l’affidamento a famiglie del nord Italia di bambini provenienti dalle regioni italiane più indigenti durante il dopoguerra, in un periodo storico in cui cambiare regione poteva sembrare quello che oggi significa andare a vivere in un’altra nazione o continente.

Tutto viene visto con gli occhi di Amerigo, un bambino appunto, e percepito attraverso la sua sensibilità.
Le sue insicurezze, paure, diffidenze, si scontreranno con realtà molto differenti da quella di provenienza.
Gli verranno offerte importanti occasioni di riscatto, anche se lui dovrà inevitabilmente fare i conti con la nostalgia del suo ambiente di origine e dei suoi affetti più cari.

Graditissimo regalo di compleanno, questo libro mi è piaciuto particolarmente.
Le vicende e il fenomeno sociale che vi vengono raccontati ne fanno secondo me un libro commovente ma non patetico.

Kent Haruf, “Le nostre anime di notte” (2015)

Le nostre anime di notte
Kent Haruf

Delicato e struggente

Un uomo e una donna in là con gli anni prendono una decisione coraggiosa: farsi compagnia di notte, dormendo insieme a casa di lei che ha proposto l’iniziativa.

La relazione che si instaura fra queste due persone è purissima, tuttavia viene vista con malizia e sospetto dai concittadini, che non sono in grado di riconoscere la tenerezza che c’è dietro l’incontro di due anime che si confortano a vicenda.

E’ il libro di Haruf che preferisco fra quelli letti finora.


Sulla piattaforma di contenuti in streaming Netflix è disponibile la visione del film tratto dal libro e interpretato da Robert Redford e Jane Fonda.

Vedi il trailer su Comingsoon.it

Goffredo Parise, “Il prete bello” (1954)

Il prete bello
Goffredo Parise

“Scugnizzi” del nord Italia durante l’Età del fascismo.

Ho cominciato la lettura di questo libro dopo averne casualmente sentito parlare alla TV da un noto giornalista.

Credo che al centro del racconto ci sia più l’astuzia dei ragazzi che animano la storia, ma certamente anche l’attrazione che don Gastone, più o meno consapevolmente, esercita sulle donne del quartiere; i loro comportamenti e stati d’animo dipendono tutti da lui.

Tra i tanti personaggi che vi si incontrano, più che il prete “bello” mi ha colpito la brigata dei ragazzini che vivono quasi per la strada, alla giornata, nel quartiere vicentino in cui è ambientata la storia.
Essi tentano con ogni espediente di sopravvivere e, per ottenere il massimo del profitto, non si fanno scrupolo di ricorrere ad azioni furbesche e ingannevoli, allo scopo di ingraziarsi benevolenza e ricompense materiali da parte di chi possiede qualcosa più di loro.

Ho apprezzato il linguaggio del romanzo, capace di rappresentare efficacemente le situazioni più amare al pari di quelle più ironico-umoristiche.

Alessandro Manzoni, “I promessi sposi” (1827)

I promessi sposi
Alessandro Manzoni

Immortale

Non faccio parte di quelli che dicono di avere subito lo studio scolastico del romanzo con la R maiuscola.

Mi è sempre piaciuto tanto, e più di tutto ne apprezzo l’ambientazione storica. Non poteva essere altrimenti visto che, come diceva il mio prof al liceo, il vero protagonista è il Seicento.

Durante il lockdown ho deciso di rileggerlo tutto ancora una volta, non solo i capitoli IX-X dove lascio di solito il segnalibro.
Inoltre, per aumentare il piacere, ho fatto una sorta di staffetta con lo sceneggiato televisivo; dopo qualche capitolo letto rivedevo su RaiPlay le puntate corrispondenti con la regia di Bolchi (Sandro Bolchi 1967, non Salvatore Nocita 1989!)

LA FRASE

Fu dunque fatta la sua volontà; e, condotta pomposamente al monastero, vestì l’abito. Dopo dodici mesi di noviziato, pieni di pentimenti e di ripentimenti, si trovò al momento della professione, al momento cioè in cui conveniva, o dire un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai, o ripetere un sì tante volte detto; lo ripetè, e fu monaca per sempre. (Capitolo X)


A chi volesse provare, mettendo da parte eventuali sgradevoli reminiscenze scolastiche, consiglio di cominciare la lettura almeno dalla parte che io ritengo forse la meno conosciuta: quella successiva alla fuga di Renzo da Milano nel tentativo di trasferirsi nel Bergamasco, all’incirca dal capitolo XVI in poi.


Ottimo lo studio che ne ha fatto Alberto Angela e trasmesso da RaiPlay in una puntata del programma “Ulisse: il piacere della scoperta”.
Lo trovate a questo link: “Viaggio nel mondo dei Promessi Sposi”.

Elena Ferrante, “La vita bugiarda degli adulti” (2019)

La vita bugiarda degli adulti
Elena Ferrante

La fatica di crescere

Giovanna si sta trasformando e non solo fisicamente, come crede lei; in realtà la vera trasformazione è nelle relazioni che instaura e nella consapevolezza dei sentimenti che prova.

Tutti questi cambiamenti la disorientano profondamente e la fanno sentire sempre inadeguata soprattutto nei confronti degli adulti che la circondano, i quali tuttavia non si rivelano certo dei buoni esempi da seguire.

Ho letto il libro dopo la tetralogia de “L’amica geniale” anche perché speravo di riprovare lo stesso piacere nel leggere un libro della Ferrante. Questo però mi è piaciuto meno.


E’ stata annunciata l’uscita imminente della prima stagione de “La vita bugiarda degli adulti” sulla piattaforma streaming Netflix.